Il decalogo non scritto del Fringe Festival

Ecco le dieci regole non scritte che definiscono un Fringe Festival 

  1. Ogni Fringe Festival declina la formula come meglio conviene, a seconda della situazione in cui viene organizzato: la formula stessa del Fringe non è statica, ma dinamica.
  2. Un Fringe Festival non è una cerimonia che vive isolata, ma permea di sé tutto il luogo (città o quartiere) in cui è inserita, animandola in una sorta di “manifestazione diffusa”.
  3. Un Fringe Festival dà vita teatrale a luoghi normalmente non teatrali.
  4. Un Fringe Festival crea un indotto di persone che si spostano, amanti del teatro ma anche delle buone chiacchiere, e quindi, ha anche risvolti interessanti per operatori e partner commerciali.
  5. Un Fringe Festival è un circolo virtuoso tra comitato organizzatore, location e artisti che vi partecipano.
  6. Un Fringe Festival è un luogo di sperimentazione e di libertà creativa.
  7. Un Fringe Festival non ha un indirizzo artistico definito, quanto piuttosto una frammistione e contaminazione di generi, senza preclusioni di sorta.
  8. Un Fringe Festival può stabilire vincitori, ma non ha un vero e proprio vincitore ufficiale. E in ogni caso, il premio migliore lo dà il pubblico.
  9. Un Fringe Festival dà la possibilità agli artisti che vi partecipano di replicare più volte il loro spettacolo, facendolo crescere e intercettando di continuo nuovo pubblico.
  10. Un Fringe Festival coinvolge operatori culturali e teatrali ed è quindi anche un “mercato” di proposte artistiche, cui possono attingere distributori, produttori o proprietari di teatri e strutture performative.