La classifica finale del festival

Si chiude, domenica 9 giugno, la prima edizione del NoLo Fringe Festival, con una classifica e un vincitore. Come in ogni buon Fringe che si rispetti!

Si è chiusa ieri, domenica 9 giugno, la prima edizione del NoLoFringe Festival. Sette spettacoli per quattro palchi, che si sono avvicendati in una sei giorni di spettacoli, eventi, incontri e tanto divertimento. E soprattutto sei giorni di spettacoli sold out e platee innamorate del teatro che ci hanno fatto sentire tutta la loro partecipazione. 

In questi sei giorni, abbiamo raccolto 1800 schede e con una votazione di 8,97 punti, si aggiudica questa prime edizione lo spettacolo Stay Hungry. Indagine di un affamato, portato in scena al Ghe Pensi M.I. di Via Venini da Angelo Campolo, per Compagnia DAF.

Stay Hungry. Indagine di un affamato

Ed ecco tutta la classifica:

DI FABIO IN FRASCA: 8,27 punti
RIPORTAMI LÀ DOVE MI SONO PERSO: 8,39 punti
SIGNORINA, LEI E’ UN MASCHIO
O UNA FEMMINA?: 8,48 punti
PAROLE IN CORSO: 8,61 punti
WHERE THE HELL IS BERNARD?: 8,80 punti
COSA SARÀ MAI: 8,85 punti

A cosa può servire (ancora) il teatro

Oliviero Ponte di Pino ci manda un messaggio importante sul senso, oggi, di fare teatro. 

A cosa può (ancora) servire il teatro nella società contemporanea? E quale può essere la funzione dello spettacolo dal vivo nello scenario sociale e mediatico in cui siamo immersi?

Per alcuni la risposta è facile. È un residuo del passato, un fossile rispetto alle novità tecnologiche di cinema, radio, televisione e ora internet, elitario nei modi e nelle possibilità di diffusione. Oltretutto il teatro ha perso uno dei suoi vantaggi competitivi: il costo d’accesso alla scena mediatica – a una scena mondiale – è praticamente nullo, come sanno tutti gli influencer.

Questo giudizio ha una conferma statistica: oggi va a teatro almeno una volta all’anno meno di un italiano su cinque e il teatro sembra vivere una perenne crisi (tanto che buona parte del settore rischia di essere ricacciato nel dilettantismo). Tuttavia questo luogo comune ha una smentita altrettanto perentoria, perché nonostante tutto si continua a fare teatro, con una necessità e urgenza indiscutibili, generazione dopo generazione, e a volte con risultati interessanti e – questo va sottolineato – al passo con i tempi. Da un lato, si potrebbe notare, c’è una costante antropologica, un bisogno refrattario al succedersi delle epoche e delle mode, anche se a volte si trova a seguirle.

Ma forse c’è anche una capacità, o una necessità, di adeguarsi o di reagire ai mutamenti, di adattarsi alle circostanze e al tempo stesso di metterle in discussione, proprio a partire da una estraneità alla dittatura del presente. Certo, c’è molto teatro di consumo, sottoprodotti dell’industria del mass media che tracimano anche nel vecchio contenitore. Ma c’è anche qualcosa di diverso, e per intercettare questo bisogno e per cercare di capirlo un progetto come Nolo Fringe può essere utile, così come manifestazioni come Scena Prima (nella Lombardia degli anni Zero) e IT Festival (nella Milano degli anni Dieci), ma anche Scenario e In-Box.
Un primo dato è la quantità di giovani che sceglie il teatro come strumento di conoscenza di sé e del mondo (e anche la quantità di festival: solo per il teatro, trovafestival.com ne ha censiti in Italia quasi 300). Chiedono riconoscibilità, in un panorama affollato e distratto, ma chiedono anche di essere valutati, sia dagli esperti sia dal pubblico. Esistono, come artisti e come gruppi, ma vogliono sapere chi sono. Offrono i loro corpi in relazione a un luogo e a chi lo abita: questo è il teatro, la “presenza reale” di un verbo che si fa carne.
Quel luogo è uno spazio fisico, ma prima ancora è il contesto storico e geografico in cui si trova e agisce.

Questo stretto rapporto con il territorio può innescare meccanismi virtuosi. In primo luogo, visto che molta gente non va a teatro, porta il teatro dove c’è la gente, nella prossimità e nella quotidianità. In secondo luogo può innescare meccanismi di partecipazione e condivisione dell’esperienza.

In un quartiere dinamico, culturalmente vivo e insieme ricco di contraddizioni, Nolo Fringe è una sfida al calcolo delle probabilità e alla razionalità economica, una iniziativa “bottom-up” che sopperisce alle scarse risorse con molta intelligenza creativa, e che riesce a connettere in una rete virtuosa una pluralità di soggetti con storie e obiettivi molto diversi. Per tutti questi motivi, questo progetto è una sonda straordinaria, attiva su vari livelli.
Intanto una prima risposta positiva è già arrivata: Nolo Fringe esiste, ovvero l’impossibile lo possiamo fare.

Oliviero Ponte di Pino

Come accedere ai palchi

Arriva la prima info tecnica, che ci spiega come sarà regolato l’accesso agli spettacoli durante i sette giorni di festival. 

Il NoLo Fringe Festival ha alcune “regole di sala” definite affinché tutti possano trovare un posto a sedere, rispettando gli artisti che si esibiscono su ogni Palco. Ecco quali sono!

  • L’ingresso a tutti gli spettacoli del NoLoFringe Festival è gratuito, a eccezione dello spettacolo “Otello” in scena presso  Zelig (info su areazelig.it).
  • A partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, un addetto del festival distribuirà presso ogni “palco” ospitante un numero di talloncini colorati corrispondente alla capienza massima della sala.
  • Per entrare a vedere lo spettacolo è obbligatorio mostrare all’ingresso il talloncino colorato al personale del Festival.
  • Non è possibile effettuare prenotazioni.
  • Non è consentita la sosta presso la sala  al termine dello spettacolo,  in quanto seguirà l’allestimento tecnico dello spettacolo successivo.
  • Gli spettacoli inizieranno puntuali.
  • Non è consentito l’accesso in sala a spettacolo iniziato.

Per qualsiasi informazione in merito all’accesso agli spettacoli, scriveteci compilando il form qui sotto!